domenica 31 marzo 2013

Romania - Tocanita de pui cu mamaliga (Pollo brasato con polenta)



Preparatevi a un lungo post perchè sulla Romania ho tanti piccoli aneddoti da raccontare. Se volete sapere delle bellezze geografiche e le nozioni storiche di questo paese andate a trovare la mia omonima Cristina del blog 'La cucina di Cristina' che ospita lo Stato della Romania per l'Abbecedario culinario della Comunità Europea.



Io vi racconterò invece di quando ho 'avuto a che fare' con la Romania nella mia vita privata.
Fino a circa 18 anni (uh come parto da lontano...) la Romania era per me solo uno stato da studiare a scuola, sapete, la geografia non era il mio forte e sbagliavo sempre i confini o gli abitanti insomma un supplizio.
A quel tempo io seguivo molto il calcio e tifavo per il Milan.
Mercoledì 24 maggio 1989, finale di Coppa dei Campioni, Milan - Steaua Bucarest
Il Milan arrivava da un esaltante semifinale vinta 5 a 0 contro il Real Madrid. Io ero elettrizzata ed emozionata ma non così tanto da non notare in campo un certo Gheorghe Hagi, numero 10 della Steaua... e me ne innamorai perdutamente.


Ebbene, le mie coetanee impazzivano per cantanti e attori famosi, io adoravo Hagi e Berger certo ero una teenager piuttosto anomala.
Seguendo la passione sia per il calcio che per il calciatore rumeno, conobbi un ragazzo della mia età che abitava in Romania e diventammo 'amici di penna'. Apro una parentesi per dire che non era ancora il tempo di internet e di social network, sulle riviste si trovavano spesso annunci assolutamente leciti e normali, per conoscere persone che condividevano tra loro passioni sportive o artistiche.
Con Gelu ci scambiammo miriadi di lettere (che conservo ancora) con ritagli di giornali sportivi, adesivi delle nostre squadre del cuore, e pagine fitte fitte scritte in un inglese quasi incomprensibile. Questa amicizia durò per parecchi anni, poi purtroppo cessò improvvisamente perchè lui andò a fare il soldato. Ora ricordo con molta tenerezza questa strana amicizia e mi chiedo se lui si ricordi ancora della sua amica italiana.


Un altra mia ossessione? Dracula! chi non ha sognato almeno per una volta di essere morsa dal bel vampiro? non parlo del personaggio interpretato da Bela Lugosi che metteva davvero ansia ma quello romantico e patinato, quello di Bram Stoker. Le atmosfere della Transilvania fantasy/horror del film di Coppola mi hanno sempre affascinata , per non parlare di Gary Oldman che in quella pellicola ha dato il meglio di se.


A questo proposito ho un piccolo aneddoto divertente... Siccome adoravo e tuttora adoro questo film, appena possibile comprai la videocassetta e la guardai in compagnia del mio boyfriend di allora che era di origine serba e che conosceva anche la lingua romena. Nel film ci sono spesso delle frasi lasciate appositamente in lingua originale, sottotitolate naturalmente in italiano. Bene, lui riuscì a rovinarmi la visione del film perchè continuava a bisbigliare 'le traduzioni non sono giuste' oppure 'questa frase significa tutt'altro', un tormento!


E come non ricordare la canzone più ballata del 2004? 'Dragostea din tei', la conoscete? io la sapevo a memoria anche se non avevo idea di cosa parlasse, mi piaceva da impazzire e la ballavo anche, sissignore! nonostante i trent'anni suonati andavo ancora in discoteca, qualche sabato, a scatenarmi...



Romena è anche la mia ex collega di lavoro in sartoria Jeni, con la quale ho avuto un gran bel rapporto. Abbiamo condiviso arrabbiature e soddisfazioni cercando di farci coraggio una con l'altra in un ambiente lavorativo che metteva a dura prova i nostri nervi. Una donna davvero eccezionale!


E poi il nostro amico Gigi che di ritorno da una vacanza in Romania per far visita alla sua famiglia, ci ha portato un formaggio di pecora molto particolare, alla vista e al primo assaggio sembra un pecorino giovane il retrogusto invece è più aromatico e quasi piccante. Stupendo!
Ed ecco che pian piano mi avvicino alla parte interessante del post, la cucina e la ricetta di oggi: Pollo brasato con polenta.


Ringrazio tantissimo Cristina che ci ha suggerito alcuni blog dove trovare ricette romene, tra questi quello di Angela che ne ha postate tantissime!
Ho scelto quella che riunisce alcuni dei miei ingredienti preferiti, la polenta e il pollo, ma avrei voluto farne tante altre e magari pian piano le proverò tutte. La ricetta è QUESTA ma io ho fatto qualche piccolo cambiamento.

Per 2 persone
- Polenta gialla (*)
- 4 cosce di pollo (io ho usato mezzo petto di pollo piuttosto grande)
- 1 cipolla
- 2 carote
- 1 cucchiaio di farina
- 100 ml di latte
- 125 ml di panna acida (io ho usato yogurt bianco greco)
- un cucchiaio di prezzemolo tritato
- paprika a piacere (io dolce ma se volete osare mettetela anche piccante)
- Olio evo
- sale, pepe del mulinello


(*)

Portare a ebollizione due litri d'acqua, salare. Far cadere a pioggia 500 gr di farina di mais un pò alla volta mescolando bene con una frusta per evitare il formarsi di grumi. Ricordate che anche se al momento la polenta vi sembra 'liquida' poi con la cottura si addenserà quindi potrebbe essere che non abbiate bisogno di usare tutta la farina.
Cuocete la polenta non meno di 45 minuti girandola spesso con un mestolo di legno.



Lavare e pelare le carote, tagliarle a rondelle. Sbucciare la cipolla e tagliarla a cubetti grossolani, riunire le verdure in una padella e farle rosolare con olio EVO. Salare un pò per permettere alle verdure di ammorbidirsi prima.


Tagliare il petto di pollo a bocconcini (se usate le cosce, lavatele e bruciacchiate sulla fiamma le eventuali piumette rimaste). Aggiungete il pollo alle verdure, fate rosolare bene.


Aggiungete al pollo ben rosolato la paprika in quantità a piacere, sale, pepe del mulinello e poca acqua, mescolate, coprite e fate cuocere per una ventina di minuti (le cosce avranno bisogno di più tempo quindi controllate la cottura e prolungatela al bisogno)


Nel frattempo mescolate il latte e la farina badando a non fare grumi, aggiungete anche la panna acida o lo yogurt e il prezzemolo.


Aggiungete la miscela al pollo quando è cotto e il sughetto si è ridotto.


Lasciate cuocere un paio di minuti per non fare addensare troppo il condimento.


Servite con la polenta calda, io ho fatto delle 'quenelle' ma potete anche fare come Angela che ha versato la polenta in uno stampo da ciambella imburrato e poi lo ha sformato su un piatto mettendo il pollo nel buco della ciambella. A voi la scelta.


E' davvero buonissimo. Grazie a Cristina e ad Angela per avermi fatto scoprire le bontà della Romania.
Il viaggio però continua insieme alla Trattoria MuVaRa, le prossime tre settimane saremo in Francia col 'Zibaldone culinario'

martedì 26 marzo 2013

Il giallo - Risotto ai finocchi e zafferano


E' proprio vero che negli anni si cambia gusti, e non parlo solo di cibo ma anche di musica, di abbigliamento, di colori.. si colori! Il giallo ad esempio non l'ho mai amato, tipo che non ho mai avuto un abito di questo colore, ho sempre preferito le viole alle primule e prediligevo i peperoni rossi a quelli gialli...per non parlare di quelli verdi, io ODIO il verde!(per ora)
Fatto stà che da un pò di tempo a questa parte ho rivalutato il giallo, la mia amata polenta è gialla, i campi di colza con il loro manto giallo formato da innumerevoli fiorellini mi mettono allegria e poi.. ah il profumo dei limoni? E lo zafferano! una spezia magica che ho cominciato ad adoperare più spesso in cucina perchè regala un tocco colorato e profumato a tutti i piatti. Insomma ora che ci avviciniamo alla primavera, il colore giallo la farà da padrona, non vedo l'ora!


A proposito di colori, proprio il giorno che ho cucinato questo risotto 'giallo' ho scoperto in rete il contest di Donatella che ha proprio i colori come tema. Il contest è nato per festeggiare il 'compleanno' di  'Fior di rosmarino' il food blog di Donatella.
Quindi ci provo!


Il mio risotto ai finocchi e zafferano è estremamente delicato, non ho voluto appesantirlo con burro o soffritti vari, ho cercato di lasciarlo più 'neutro' possibile per esaltare il sapore del finocchio e il profumo dello zafferano. Mi sono concessa solo un pò di Grana grattugiato per mantecare, proprio non posso fare a meno del formaggio sul risotto!

Per 2 persone:
- un grosso finocchio (o due piccoli)
- due bicchieri di riso Carnaroli o Arborio (io doso il riso con i bicchieri, quelli normali per acqua, uno a testa)
- olio Evo
- una bustina di zafferano in polvere (se siete fortunate e lo trovate usate quello in pistilli che è più profumato)
- due cucchiai di Grana grattugiato (facoltativo)
- brodo vegetale
- sale, erba cipollina secca

Lavare, mondare e tagliare a strisce o pezzi il finocchio. Farlo insaporire in una padella con poco olio EVO.


Aggiungere un mestolo di brodo e cuocer per qualche minuto a fuoco medio finchè il brodo non si consuma e i finocchi cominciano ad ammorbidirsi.


Aggiungere il riso e farlo tostare con i finocchi a fuoco abbastanza alto mescolando sempre. 


Fate sciogliere lo zafferano in un mestolo di brodo.


Salate e spolverate di erba cipollina secca il riso, aggiungete il brodo con lo zafferano e cominciate a cuocere il risotto come al solito. 


Quando il riso è pronto togliete la padella dal fuoco, aggiungete il formaggio, mantecate delicatamente. 
Se volete impiattare come ho fatto io, rivestite uno stampino con la pellicola da cucina, versate il risotto, premete bene e poi 'scaravoltate' con cura lo stampino sul piatto, togliete con cautela la pellicola, spolverate di erba cipollina e servite.


Buon appetito! 

venerdì 15 marzo 2013

WHB #375 - Spaghetti 'spicy' con sarde e pomodori



Dove 'spicy' stà per piccante! Non intendo 'hot' e cioè tanto piccante ma  quello che al primo assaggio  brucia un pò ma poi ci prendi gusto.
In effetti a vederla questa è la 'solita' ricetta di pasta al sugo di pesce ma la differenza stà proprio della piccantezza del peperoncino e dalla vivacità dello zafferano.
Tra l'altro il peperoncino vi aiuterà anche a scaldarvi un pò visto che le temperature che si erano mantenute miti sono precipitate di nuovo.
A questo proposito devo dire che le piante grasse che avevo ben sistemato nella verandina dell'entrata per farle svernare al riparo, stanno pure fiorendo, alcune timidamente altre rigogliosamente. Ne sono proprio contenta!


Appena il tempo si assesterà procederò anche a seminare le piantine aromatiche che ogni anno coltivo con risultati più o meno positivi.
Quest'anno ho deciso che metterò prezzemolo, erba cipollina, basilico e menta (gia in piantina) e naturalmente erba gatta!

Ma parlavamo di spaghetti giusto??
Per 4 persone
- 360 gr di spaghetti
- 500 gr di sarde fresche
- 4 pomodori ramati piccoli
- 10 olive verdi (se possibile denocciolate)
- 1 cucchiaio di capperi sotto sale accuratamente dissalati
- 2 acciughe sott'olio
- 1 spicchio d'aglio
- 2 peperoncini secchi (ma potete metterne meno se non amate lo 'spicy')
- una bustina di zafferano
- olio EVO, sale
- prezzemolo tritato

Lavare, eviscerare, spinare le acciughe e tagliarle a pezzi grossi.
Soffriggere in olio EVO le acciughe sott'olio e lo spicchio d'aglio tagliato a metà.


Nel frattempo lavare i pomodori, sbollentarli per un attimo in acqua per pelarli. Eliminare  i semi e l'acqua e tagliare la polpa a dadini.


Togliete lo spicchio d'aglio dalla padella e buttateci i pezzi di acciuga. Lasciate insaporire qualche secondo


Aggiungete anche i pomodori a pezzi, le olive, i capperi. Fate cuocere per qualche minuto.


A questo punto aggiungete i peperoncini triturati (attenzione poi a toccarvi gli occhi, brucia!!) e il sale. Fate cuocere per 20 minuti circa.


Portate a bollore abbondante acqua in una capiente pentola, salate e aggiungete lo zafferano.


Buttate gli spaghetti.


Scolateli piuttosto al dente (tenete un pò di acqua di cottura da parte) e finite la cottura nella padella col sugo aggiungendo, se necessario, un pò dell'acqua che avete tenuto da parte.


Impiattate spolverando con il prezzemolo tritato.


Con questa ricetta partecipo al WHB che questa settimana ospito IO! Se volete saperne di più su questa iniziativa guardate QUI intanto aspetto le vostre ricette.

Ringrazio come sempre:

 Kalyn di Kalyn’s Kitchen







sabato 9 marzo 2013

Portogallo - Bacalhau à Gomes de Sà (Baccalà al forno con patate e cipolle)


Il viaggio culinario organizzato dalla Trattoria MuVaRa ci ha portati in Portogallo, bellissima nazione affacciata sull'Oceano Atlantico. Se volete sapere la sua storia e vedere delle foto magnifiche andate nel blog 'La melagranata' che ospita questa nazione fino al 10 marzo.


Il Portogallo mi ha portata a confrontarmi con una materia prima gustosa e importante, il Baccalà.
Io non l'ho mai preparato in vita mia, ho vaghi ricordi di mia nonna che lo portava a casa, duro, secco e puzzolente, lo metteva a bagno in una grande tinozza in giardino e poi lo batteva con forza e tenacia.
E il sapore?? non lo conoscevo, da bambina lo schifavo e poi da 'grande' l'ho sempre evitato convinta che avesse un sapore troppo forte e pescioso. Niente di più sbagliato, la sua delicatezza mi ha stupita e adesso non vedo l'ora di provare altre ricette.

E' stata una avventura per me, una sfida che posso dire di aver vinto. Certo ho scelto una delle ricette più semplici tra le ricette tradizionali Portoghesi però ha comunque bisogno di tempo e attenzione.

Ho trovato in rete alcune varianti di questa ricetta, io ho seguito il mio istinto procedendo come credevo meglio. Alla fine ho solo omesso il bagno del baccalà nel latte e ho scelto di stratificare la preparazione invece di mescolare tutti gli ingredienti insieme come alcuni fanno.


Per 4 persone
- 800 gr di baccalà stecco già ammollato
- 600 gr di patate
- una grossa cipolla bionda
- un bel ciuffo di prezzemolo
- uno spicchio d'aglio
- olio EVO
- sale, pepe del mulinello
- due uova
- olive nere denocciolate in salamoia (io le ho omesse perchè non le ho trovate)

Lessate per 20 minuti le patate, scolatele, fatele raffreddare un pò e tagliatele a fette di circa mezzo centimetro.


Bollite le uova per 10 minuti, sgusciatele e tagliatele a spicchi.


Tritate il prezzemolo e tenetelo da parte, affettate finemente la cipolla, fatela appassire in olio EVO assieme all'aglio tritato. Cuocetele per circa 15 minuti senza bruciarle, spegnete e tenete da parte.



Il baccalà l'ho comprato già ammollato, partire da zero col baccalà secco sarebbe stato troppo per me... Sciacquatelo, cercate di pulirlo un pò già da crudo, togliete le lische più grosse. Nel frattempo mettete a bollire abbondante acqua.



Quando l'acqua bolle adagiate il baccalà e aspettate che torni il bollore, abbassate il fuoco e lasciate cuocere 10 minuti.



Scolate il baccalà e lasciatelo raffreddare un pò.


Quando il baccalà è 'lavorabile' pulitelo, togliete la pelle, le lische e controllate bene che non rimangano piccole spine. Il baccalà si presenterà a pezzi grossi che si 'sfogliano'.
A questo punto si può cominciare a fare gli strati. Ungete una pirofila meglio se di coccio o pirex. fate un primo strato con le fette di patata poi coprite con metà del baccalà ben sfogliato. Coprite con metà delle cipolle e condite con sale, pepe del mulinello e prezzemolo tritato.
Fate un secondo strato di patate, baccalà e cipolle, coprite ancora coi condimenti e poi decorate con le rimanenti patate lasciando intravedere sotto il baccalà. Finite con un bel giro di olio EVO.


Infornate a forno caldo a 190 gradi per circa venti minuti.
Togliete la pirofila dal forno e decorate con le fette di uova sode e con le olive nere.


Servite caldissimo.

PS: Questa ricetta prende il nome dal Signor Gomes de Sà, le uniche informazioni che ho trovato in rete su di lui dicono che era un commerciante di Porto della fine del diciannovesimo secolo... altro non so...

La prossima tappa dell'abbecedario culinario d'europa sarà la Romania a casa di 'La cucina di Cristina'
Alla prossima sfida!

Ah, oltre a me e mio marito, qualcun altro ha apprezzato il baccalà lessato e ben pulito, indovinate chi??